martedì 11 maggio 2021

NON E' UN CANE - NON E' UN LUPO - Articolo scritto per la rivista K9 UOMINI E CANI

  Pavia il 27 aprile 2021

Per questo articolo mi è stato affidato il compito di parlare ed esporre le caratteristiche dell’American Wolfdog (AWD). Con un velo di preoccupazione ho accettato l’invito, ma ritengo sia corretto presentarmi:  sono Katia Verza  e da ormai 16 anni, del mezzo secolo vissuto, la mia esistenza è al fianco del Cane Lupo Cecoslovacco (CLC); una convivenza nata per forza, diventata una passione nel tempo.



Capire l’AWD attraverso la conoscenza e l’osservazione del modo di comportarsi del CLC è stato, per me, il modo più naturale di approcciarmi a questo articolo.

Vivere accanto a un cane indipendente come il CLC ha fatto nascere in me la forte esigenza di comprendere il suo comportamento, fatto di vocalizzi, atteggiamenti finalizzati al raggiungimento di un obbiettivo, movenze, intelligenza, tanta intelligenza. Osservarli era diventato un atto dovuto, sia nei loro confronti, sia nei miei.

L’unione tra il Lupo dei Carpazi e il Pastore Tedesco ha dato vita ad un animale difficile da catalogare: un cane dal modo di comunicare molto simile a quello del Lupo. Come dico spesso ai miei clienti: “non è un cane, non è un lupo, ma è un CLC”.

La sua straordinaria intelligenza, unita ad uno spiccato spirito libero, fanno di lui un animale speciale, ma, proprio queste sue caratteristiche dovrebbero portare le persone a vivere questa razza con estrema attenzione, coscienza e dedizione. Gli ultimi episodi di cronaca che colpiscono l’immagine del CLC, sono la prova di tale superficialità, portando la visione di questo animale ad un piano mediatico preoccupante.

Nella storia dell’uomo troviamo tre epoche importanti: primitiva, agricola e moderna.

Se nelle prime due il cane veniva visto come ausilio alla sopravvivenza, aiutando l’uomo nella guardia e nella caccia e, successivamente, anche nella pastorizia, nell’epoca moderna vediamo il cane impiegato ancora nelle specialità sopraelencate, finalizzate sia allo svolgimento di lavori di utilità sia alla competizione sportiva, ma lo vediamo anche impiegato come  cane “da compagnia”.

Negli ultimi anni,  si sta assistendo ad un netto cambiamento sia nella mentalità sia nella  modalità di vivere il cane. Se 40/50 anni fa, la presenza del cane, soprattutto se di grossa taglia, era limitata a realtà che disponevano di grandi corti, aie o giardini, ora questa presenza è anche in realtà costrette, come appartamenti o micro-giardini. Questo cambiamento si nota ancor di più proprio con la moda diffusasi in questi ultimi anni, che predilige razze che mostrano aspetti sempre più lupini, dal Cane Lupo Cecoslovacco, e il Saarloos fino ad arrivare alla nascita dell’American Wolfdog.

Che cosa è però l’AWD o ancor meglio chi è?

AWD indica, come indicato dal nome stesso, un canide ottenuta incrociando, in maniera più o meno diretta, cani di origine americana con il lupo.

L’AWD non è ancora stato ufficialmente classificato come razza, nonostante sia una tipologia di “cane” che è allevata in America da circa 40 anni. Non esiste infatti una vera e propria selezione che segua determinati standard e le caratteristiche fisiche e caratteriali di questi animali variano di molto tra le varie linee di sangue.

Le specie di lupo impiegate per l’ottenimento dell’AWD sono il Canis Lupus Columbianus, il Canis lupus Occidentalis o Lupo grigio della valle del Mackenzie e il Canis Lupus Pambasileus o Alaskan Interior, incrociandole con cani nordici come il Malamute, il Siberian Husky e il Pastore Tedesco.

Il metodo di classificazione adottato dagli allevatori americani per definire il prodotto di questi incroci è “low, mid ed high content”, ovvero basso, medio e alto contenuto di sangue lupino. 

È da intendersi, tuttavia, che questo dato non è frutto di un esame specifico, bensì dalla valutazione della somiglianza, più o meno marcata, del cane rispetto ad un lupo, basandosi unicamente sul suo aspetto estetico e sul suo carattere, più o meno selvatico.

Negli Stati Uniti, infatti, la classificazione di questi, indubbiamente bellissimi, esemplari parrebbe più sulla base fenotipica che genetica.

Ne emerge, quindi, che, geneticamente parlando, l’effettivo valore della “quantità di lupo” non è verificabile; fino ad avere casi estremi in cui non è dato sapere  nemmeno il numero di incroci effettuati con lupi.



Carattere e Comportamento

Indubbiamente molto simili ai Lupi, gli AWD possiedono un grande fascino. Negli ultimi anni sono stati anche molto ricercarti per le riprese di spot pubblicitari, film o serie.  La loro bellezza selvaggia, molto simile a quella del lupo nord americano, cattura e ipnotizza lo sguardo dello spettatore.

Non essendo, però, ancora stata data una classificazione univoca che definisca la razza  AWD, non esistendo una chiara linea di standard da seguire che indichi un“comportamento-carattere” tipico, il suo modo di relazionarsi con il mondo, sia intraspecifico, interspecifico e ambientale è molto vario.

Gli AWD al di fuori del loro ambiente famigliare, dove sono cresciuti, tendono a manifestare comportamenti diversi. Alcuni sembrerebbero essere più socievoli con l’uomo, mentre altri manifestano timidezza, diffidenza o paura. Spesso viene dichiarato che non si mostrano mai aggressivi con l’uomo, ma, onestamente, trovo molto incauto sostenere un’affermazione di questo tipo. Come il CLC, l’AWD  tende ad essere un’animale molto gerarchico,  aspetto che,  nella gestione dell’animale, non  è mai da dare per scontato  per non dire che non mi fiderei mai ad abbassare del tutto  la guardia.

Trovo molto incauto pensare di vivere questi animali, senza aver preso le dovute precauzioni. Ho avuto modo di lavorare con un magnifico esemplare di 4 mesi e mezzo portandolo ai 6/7 mesi di vita. Più mi relazionavo con lui, più mi rendevo conto che l’educazione e l’addestramento degli AWD necessitava di approcci e metodologie differenti rispetto a un qualsiasi altro cane. Già il CLC presenta alcune difficoltà, soprattutto nell’addestramento: un carattere schivo e  testardo, unito all’intelligenza, li porta a  domandarsi sempre il motivo di una determinata  richiesta, rendendo difficile ottenere quell’ubbidienza cieca, che si ottiene da tutte quelle razze selezionate per lavori di utilità e difesa. Osservando quel cucciolone, sia nelle movenze, che nella relazione con gli altri, cani e umani, ho avuto la netta sensazione di trovarmi di fronte ad un essere ben lontano da quello che molti cercano di farci passare come “cane da compagnia”, ma un essere  regolato da “nuove leggi”, lontane anni luce da quelle tradizionali, che riteniamo invece valide per i nostri “comuni cani”.  Avevo la sensazione di trovarmi di fronte a uno di quei magnifici esemplari che Werner Freund allevava nel wolfspark di Merzing in Germania, con i quali era solito interagire con loro intrattenendo il pubblico che lo andava a vedere.



Per quello che ho potuto toccare con mano, gli AWD sono animali estremamente difficili non solo da addestrare, ma anche da educare; credo che il guadagnarsi la loro fiducia sia il primo vero punto indispensabile per la convivenza, ottenere il posto più alto nella scala gerarchica un obbiettivo fondamentale per poterli vivere - forse - senza problemi.

Bisogna, inoltre, tener presente che, una volta ottenuta la leadership, questa non deve essere data per scontata, ma va costantemente riaffermata con la propria presenza e attraverso l’impegno e l’attenzione che dedichiamo ai nostri cani. Tale conclusione deriva da una delle esperienze più significative della mia vita, fondamentale per poter capire le dinamiche dei cani comuni, e più in particolare dei miei CLC, comparandole con quelle dei lupi e degli ibridi. Nel 2012 e negli anni successivi, infatti, ho potuto osservare in prima persona il comportamento di due branchi di lupi e un branco di ibridi nel parco di Combe Martin (UK), gestito da Mr. Shaun Ellis. Proprio in occasione di uno dei miei viaggi ho potuto constatare come un periodo di assenza forzata di circa 4 mesi di Mr. Ellis dai suoi tre branchi, abbia messo in forte crisi la sua leadership all’interno di quello costituito dai lupi più anziani, nonostante gli anni di lavoro con loro, tanto da venir respinto e cacciato dal loro territorio e dovendo prestare molta attenzione quando entrava nel loro recinto, per non correre seri rischi per la sua incolumità.



Data la forte somiglianza, ricercata, dell’AWD con il lupo, non solo dal punto di vista estetico, ma anche caratteriale, ritengo lecito affermare che le stesse considerazioni riguardo all’assoluta necessità di avere una presenza forte e costante nella vita di questo tipo di cane sia fondamentale per poter convivere con l’AWD.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la necessità dell’AWD di avere a disposizione tanto spazio per vivere. Per mia scelta personale e professionale non affido i cuccioli di CLC a chi vive in appartamento, ma per quanto riguarda l’AWD ritengo che anche un semplice giardino di casa  sia insufficiente per permettergli di esprimere la sua natura e sfogare la sua vitalità. Inoltre, sono animali che reputo poco adatti a passeggiate in  contesti urbani o ambienti frequentati da altri animali o persone. Nella loro bellezza, nel loro fascino sono racchiusi tutti gli aspetti di quel bellissimo animale che in natura porta il nome di LUPO.


L’alimentazione, naturalmente, deve essere adeguata alla natura particolare di questo animale e non può essere quella del cane comune, a base di crocchette o scatolame. L’AWD necessita di una dieta altamente proteica e con pochissimi cereali, molto simile a quella del lupo. Per portare un esempio, i pasti  somministrati ai soggetti ospiti del parco Alfa Loup del Mercantour sono prettamente a base di carne,  completati da saltuarie aggiunte di formaggio e, a rotazione, alcuni integratori; una volta a settimana un giorno di digiuno.





Negli ultimi anni anche nell’AWD sono stati riscontrati problemi legati alla salute dell’animale come mielopatia, displasia e nanismo.

Questi stessi problemi sono emersi anche nel CLC dopo  incroci  con soggetti di AWD o di provenienza lupina, finalizzati ad assecondare le richieste del mercato e rendere l’aspetto del CLC ancor più accattivante. 

Per questo motivo e per evitare gravi problemi di selezione, con il duplice scopo di garantire la salute dell’animale e salvaguardare la razza, molti allevatori di CLC, senza alcun obbligo da parte dell’E.N.C.I., testano i soggetti prima dell’accoppiamento, nell’interesse sia dell’animale sia del futuro proprietario.

Purtroppo nella selezione dell’AWD, si tende spesso a dare più valore alla fenotipicità (seguendo il mantra “più lupo è, meglio è”), senza tener conto che l’elevata percentuale di sangue lupino, ottenuta in casi estremi attraverso forti consanguineità nell’accoppiamento, possa aver rafforzato queste debolezze legate al loro stato di salute. 

Allevamento

Da allevatrice amatoriale quale sono, ho spesso riscontrato che al momento dell’acquisto/adozione di un animale, soprattutto quando la scelta di una determinata razza è spinta dalla moda del momento,  il criterio principale di scelta sia il suo aspetto estetico, senza porsi domande fondamentali quali come vengano allevati, quali criteri siano utilizzati per la selezione, su quali aspetti etologici ci si sia concentrati, ovvero il modo in cui il cane è stato allevato, che ne determina in maniera fondamentale il carattere e il modo di relazionarsi con la realtà che lo circonda, oltre che favorirne un buono stato di salute. È possibile capire come questo problema possa essere ancor più presente se si parla dell’AWD, un cane in cui l’aspetto estetico è ritenuto il primo criterio di selezione.

Chi opera nel mondo dell’allevamento sa che, fin dai suoi primi istanti, la vita di un cucciolo all’interno del branco famigliare ha un’importanza fondamentale nella sua crescita. 

Tra gli anni 40 e 50 del ‘900 i ricercatori John Paul Scott e J.L. Fuller (Genetics and the social behavior of the dog; University of Chicago Press, 1965-1974), hanno osservato che i cani possiedono delle chiare fasi di sviluppo in cui il cucciolo è particolarmente recettivo all’apprendimento di associazioni che si  manterranno stabili e durature nel tempo.

Queste fasi vengono definite “periodi sensibili” e sono definiti come:

    1. Periodo prenatale: dal concepimento alla nascita.

    2. Periodo neonatale: dalla nascita all’apertura degli occhi (a 10 – 12 giorni di vita)

    3. Periodo di transazione: dall’apertura degli occhi alla comparsa dell’udito (a 3 settimane di vita)

    4. Periodo di socializzazione: da 3 settimane di vita a 3-4 mesi circa

    5. Periodo giovanile: da 3-4 mesi al raggiungimento della pubertà (6/12 mesi con una grande variabilità individuale).

Durante il periodo di transizione il cucciolo prende coscienza di sé attraverso l’interazione con la madre, i fratelli e i membri del branco in cui è nato. È, quindi, il periodo in cui il cucciolo apprende di essere cane (o lupo) e l’indole, gli atteggiamenti, i comportamenti tipici della sua propria natura. 

Una pratica diffusa nell’allevamento dell’AWD è quindi quella di  allontanare i cuccioli dalla madre poco dopo le tre settimane di vita per mitigarne l’indole selvatica e diffidente, e, in alcuni casi, sono invece affiancati e fatti convivere con cani comuni. Viene, inoltre, introdotta nella loro vita la presenza massiccia dell’uomo, che sopperisce anche alla funzione della madre, nutrendoli e pulendoli. L’allevatore di AWD inizia così un lavoro si sensibilizzazione, insegnando al cucciolo la presenza dell’uomo.

Si dimentica spesso, però, che caratteri come paura, timidezza e aggressività sono caratteri ereditari, che seguono le linee di sangue; ne consegue che non è sufficiente allontanare un cucciolo in modo prematuro dalla madre, per cancellare o attenuare la sua predisposizione a quell’aspetto caratteriale. Con l’AWD si tende a bruciare le tappe anche quando si parla dell’età a cui viene affidato al suo nuovo proprietario: intorno i 45 50 giorni di vita contro i 60/80 giorni come viene consigliato sia dall’ordine dei Veterinari, sia dall’Enci,  proprio per abituare il cucciolo alla presenza  del suo nuovo detentore. Il secondo motivo di un affido così precoce è dato anche dal fatto che i cuccioli crescono a una velocità impressionante, caratteristica dovuta molto probabilmente alla loro forte componente lupina. Basti pensare che in natura i cuccioli di lupo all’età di 5/6 mesi sono già in grado di seguire il branco nelle attività di caccia e spostamenti.

Con l’addomesticamento l’uomo ha apportato dei cambiamenti nella vita dei nostri cani.

La portata di questi cambiamenti può essere percepita effettuando una comparazione delle principali caratteristiche e fasi di sviluppo tra il cane e il lupo.

    • Maturità sessuale: nel cane fra i 6 e i 18 mesi, nel lupo 2 anni

    • Ciclo estrale: nel cane 2 volte all’anno, nel lupo 1 volta all’anno

    • Spermatogenesi; nel cane costante, nel lupo stagionale)

    • Abbaio: i cani abbaiano molto, i lupi pochissimo

    • Capacità di problem solving: maggiore nel lupo

    • Addestrabilità: maggiore nel cane

    • Istinto predatorio: attenuato nel cane

    • Pedomorfosi (prolungamento degli aspetti infantili) nel cane

    • Neotenia (persistenza di comportamenti infantili) nel cane

Va da sé che, nonostante tutti gli accorgimenti attuati per abituare l’animale all’uomo, l’AWD è comunque selezionato per far sì che gli aspetti lupini prevalgano su quelli canini e quindi non selezionato per vivere a stretto contatto con l’uomo. 

Acquistare un “cane” – AWD solo sulla base fenotipica resta sempre una grande incognita. 

La natura di un animale non la si può estirpare e il rischio che prima o poi emerga è alto. Qualcuno sostiene che gli istinti si possano cancellare, ma gli istinti non possono essere rimossi, è fondamentale portare grande attenzione, soprattutto se siamo di fronte ad incroci di cui non ci è permesso conoscere a fondo la loro discendenza. Dove vi è l’aspetto, vi è anche il carattere.

Konrad Lorenz ci ha insegnato che i cani devono mantenere intatta la loro natura selvatica.

Modificare la natura di un animale attraverso incroci, darà vita a nuovi comportamenti. Rammentiamo che le selezioni esistono proprio per fissare sia i tratti genotipici sia fenotipici di un animale, per darci traccia da seguire nel momento in cui noi decidiamo di dividere la nostra esistenza con lui. L’AWD è prettamente scelto per il suo aspetto e da quella sensazione di godimento nel possedere un animale al limite del proibito.

Come ho già accennato, ho lavorato con un AWD. Trovarsi di fronte ad un essere così maestoso, si prova una grande emozione. Sono rimasta affascinata, dalle sue movenze e dal modo in cui si approccia agli altri cani. In quegli istanti ho compreso che per viverlo, ci vuole una grande cultura etologica e una gestione sicura. Se il CLC non è un animale per tutti, l’AWD è un animali per pochissimi.

Spesso i proprietari dimenticano che i loro affezionati amici a 4 zampe, hanno delle priorità lontane da quelle dell’uomo. Queste priorità si chiamano Bisogni Primari, come: il bisogno di muoversi, correre, cacciare, predare, procurarsi cibo, sotterrare o rinvenire risorse, giocare, stabilire le gerarchie, comunicare. 

Un’errore tipico è quello di confondere l’attività ludica del proprio cane, con quella dell’uomo. Quante volte ci è capitato di sentire la tipica frase: “vai a giocare con i tuoi amici, guarda come gioca”. Ma il cane non gioca, il cane si allena. Quello che noi vediamo come gioco, per il cane è apprendimento. In natura il lupo, attraverso il gioco, impara la gerarchia, le tecniche di caccia, la difesa e tutto è finalizzato alla sopravvivenza.

L’uomo dovrebbe iniziare a guardare il cane per quello che è, un essere diverso con un suo etogramma.




Quali sono i Bisogni Primari di un AWD?

L’AWD ha bisogno di grandissimo spazio per muoversi, è una clausola fondamentale per non incorrere in una convivenza pericolosa. Spazio recintato con rete forte alte più di 2 metri, con anti scavo, anti salto, meglio se video sorvegliata.

L’educazione cinofila tradizionale con un AWD, da pochi risultati. Animale estremamente intelligente, che si domanderà sempre il motivo di quella richiesta. Quindi occorre munirsi di grande pazienza e la motivazione dovrà essere sempre elevata per poterlo spingere ad eseguire un comando.

Il proprietario dovrà ricoprire un ruolo di Leadership e dovrà avere un polso fermo. 

Gli allevatori e i proprietari li descrivono come razze di cane lupo, ibridi dal temperamento selvaggio, ma mai aggressivi, mantenendo sotto la mastodontica mole un comportamento di qualunque razza canina.

E’ difficile prendere una posizione, o trarre un opinione, anche perché non si può parlare di potenzialmente pericoloso o aggressivo, in quanto molto dipende da come si vive l’animale e dal tipo di educazione che gli viene impartita. E’ fondamentale comprendere che non sono animali da esibire, come se fossero dei trofei ma soprattutto non sono animali per tutti.

Già nel 2013 il Corpo Forestale Italiano mise sotto sequestro su tutto il territorio nazionale tutti gli esemplari conosciuti come American Wolf-Dog. Ai tempi utilizzati da alcuni allevatori di razze lupine come il Cane Lupo Cecoslovacco, per avere soggetti più simili al lupo.

La legislazione italiana vieta la detenzione di ibridi fino alla quarta generazione (F4).

Quali sono i reali pericoli di questo commercio?

Si teme che l’introduzione di questi animali, possa diffondersi a livello di randagismo e “contaminare” la specie del lupo italiano, inoltre si trovano preoccupati che possano sfuggire al controllo, trasformandosi in pericolo per le persone e per le altre specie.

Certo è che da qualsiasi parte si guardi, resta un problema da risolvere il prima possibile, infatti il 17 aprile 2021 si ripete l’accaduto del 2013 a Viterbo vengono sequestrati in un allevamento di Cani Lupo Cecoslovacco ben 23 esemplari di lupi selvatici. L'operazione è stata condotta dai militari del Reparto Operativo - Sezione Operativa Centrale del Raggruppamento Carabinieri Cites, con la collaborazione del Nucleo CC Cites di Roma Distaccamento di Civitavecchia. Ricordiamo che  il lupo selvatico rientra tra le specie particolarmente protette dalla Convenzione di Washington che tutela la fauna selvatica omeoterma; inoltre fa parte dell'elenco degli animali pericolosi per la cui detenzione è necessaria apposita autorizzazione. I reati ipotizzati sono la detenzione illegale di specie particolarmente protette dalla Cites e la loro tenuta in condizioni non compatibili con la loro natura.

Mi vengono in mente alcune situazioni, dove si richiedeva il mio aiuto di educatore, in quanto in difficoltà nel vivere il Cane Lupo Cecoslovacco, voluto a tutti i costi, anche non avendo lo spazio e il tempo per viverlo, puntando più sull’idea di vivere un animale simile al lupo, oppure letto di cani abbandonati nei canili, per le strade o peggio soppressi, animali voluti per capriccio, non curanti delle possibili conseguenze. 

Conclusione:

Convinta che resterà per diversi anni, un argomento spinoso e di difficile soluzione, concludo con questa citazione, sperando che il benessere, il rispetto, sia per gli animali, sia per le persone non venga mai dimenticato. 

Colui che incolpa gli altri delle proprie disgrazie è un ignorante: colui che incolpa sé stesso comincia a migliorare; il galantuomo non incolpa né sé né gli altri, ma pensa a rimediarvi.

(Cesare Cantù).



Katia Verza – Sulleormedellupo

Educatore Cinofilo

Allevatore Amatoriale Cane Lupo Cecoslovacco

L'articolo è stato scritto per la rivista K9 UOMINI E CANI per il mese di Maggio Giugno 2021



Bibliografia: 

https://www.cinquephoto.com/project/american-wolf-dog

Josie F.Turner giornalista specializzata in benessere animale, rivista Animal Wised 

Konrad Lorenz: L’anello del re Salomone -

Konrad Lorenz: E l’uomo incontrò il cane

Patrick Pageat: Cani si Nasce, Padroni si diventa

mercoledì 7 aprile 2021

INTERVISTA A PRONTOPRO - Come vivere bene il proprio cane

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Come convivere bene con il proprio cane

Katia Verza ha 50 anni ed è nata a Pavia nel 1970. La sua vita è dedita all’Addestramento e all’educazione cinofila. I cani sono la sua vita, passione, un legame che ha nutrito fin da quando era piccola, ma ancor di più quando ha iniziato la sua prima convivenza con un bellissimo esemplare di Cane Lupo Cecoslovacco di nome SilverSid. Convivenza che purtroppo durò poco, a causa di un brutto incidente dal quale dopo tempo, il suo cane non è riuscito a riprendersi. Ai tempi Katia era infermiera, cosciente dei danni provocati da quel sinistro, si rese conto che la sua passione era unicamente quella di prendersi cura degli animali. La voglia di Katia era quella di formarsi sul campo. Così, approfondì gli studi come educatore cinofilo e dopo si dedicò all’allevamento di altri cani lupo cecoslovacco. I cosiddetti CLC, nonostante abbiano le sembianze dei lupi, quello che li caratterizza maggiormente è il loro carattere, che va oltre l’essere un semplice cane. Il cane lupo cecoslovacco è una razza particolare. Katia è riuscita ad identificare il suo carattere e le attitudini, attraverso la fotografia, sua altra grande passione. Uno dei problemi sempre più frequenti però, è l’assenza di un vero amore nei confronti dell’animale con la quale si convive. La stessa spiacevole situazione si verifica negli allevamenti, dove molti fantomatici “professionisti” del settore, pensano prima al business che all’amore verso i cani. Questo è uno dei motivi per la quale Katia ha deciso di lavorare da sola e prendersene cura autonomamente. Possedere un cane dev’essere visto come un dono, non come un favore. Dai cani si può imparare molto più di quel che si crede. Uno dei pochi dare e avere certi che la vita possa regalare a qualsiasi persona. La mission e vision di Katia è tutelare e preservare la loro salute.

Come funziona una scuola di addestramento cani?

Il lavoro di Katia è quello di educare le persone ad avere una sana convivenza con i propri cani. Il suo percorso è studiato minuziosamente, al fine di consentire agli animali di stare al proprio agio quotidianamente. Previa anamnesi, dove Katia si assicura dell'atteggiamento del cane, l'animale potrà correre per un'ora e mezza due. Tempo in cui potrà essere libero dal guinzaglio e di poter dar voce alle proprie emozioni e sensazioni. Spesso Katia suddivide i cani per età, carattere e sesso, tutto al fine di aumentare la socializzazione tra essi. Ogni situazione è soggettiva, vi sono cani dove basta poco per educarli e metterli a proprio agio, altre invece, dove è richiesta un'osservazione superiore e Katia, in base agli atteggiamenti che adocchia, saprà risolvere le problematiche. Al contrario di quel che desidera un cliente, Katia fa sempre presente che non tutte le situazioni sono risolvibili in poco tempo, anzi, sono più quelle dove è essenziale avere molta pazienza.

Ci sono delle razze più "facili" da addestrare?

Il motivo per cui esistono delle razze più semplici di addestrare rispetto che ad altre, è dovuto al carattere nativo di ogni cane. Vi sono coloro maggiormente propensi ad abbaiare e quindi addetti alla guardia, altri con ottimo fiuto che sono gli animali perfetti per la caccia. Nonostante ogni razza abbia una sua peculiarità, non si può pretendere di avere un cane "preconfezionato". Ecco perché ogni padrone dovrà essere consapevole di farlo addestrare ed educare da un professionista. Katia pensa invece, alla rarità dei Cane Lupo Cecoslovacco, con il suo aspetto avrebbe potuto ambire all'ausilio nelle forze militari, invece, per via della sua eccessiva e spiccata intelligente, è stato privato di tale privilegio.

Qual è la differenza tra addestramento cani o educazione base da impartire?

Addestrare significa preparare il binomio a una disciplina sportiva esempio l’agility o da lavoro come soccorso su terra, macerie, neve, acqua, antidroga, esplosivo, e via dicendo. Addestrare significa far fare al cane una determinata cosa, rispondendo alla perfezione ai comandi. Un lavoro che richiede tantissimo tempo, denaro, pazienza e tantissima dedizione. Educare invece, è mettere nelle condizioni il conduttore/padrone/detentore di entrare in sintonia con il proprio cane, facendogli capire quali sono i reali bisogni primari del cane, le vere esigenze del cane, che di certo riguarda il farlo stare chiuso in casa per ore ad aspettare il padrone.

Quali sono le conseguenze di un addestramento cani fai da te?

Sono poche quelle persone che comprendono realmente il significato di educare o addestrare il proprio cane. Qualcuno erroneamente, crede che l'insegnamento si limiti ad andare al guinzaglio stare seduto a comando o dare la zampa. La verità è che si celano troppe dinamiche diverse dalle aspettative. Il cane dev'essere capito, ogni suo movimento vuol trasmettere qualcosa. Educarlo serve anche a questo, rendere la sua vita meno complessa per il padrone e soprattutto, garantire il benessere di entrambi. Anche il padrone va "educato" sotto questo aspetto. La correlazione perfetta è entrare in sintonia con il proprio cane, anticiparlo in ogni sua mossa e sapere già le sue future intenzioni. Le conseguenze di un addestramento cani fai da te a questo punto, sono molto facili da intuire. Un comportamento scorretto fin dall'inizio, comporterà in futuro dei potenziali danni a persone e cose. Informarsi sui blog, ognuno con un proprio pensiero, potrebbe arrecare danni al rapporto in casa con il cane.

Intervista Protopro.it 

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