mercoledì 3 giugno 2009

CORAGGIO - PAZIENZA - RESPONSABILITA'



Penso che in ogni ambito lavorativo ci siano dei momenti in cui ci si senta demoralizzati.
Il problema è che ai giorni nostri le cose non sembrano più funzionare come una volta, anche il rapporto con il cane sembra esser diventato un problema. Molte convivenze si contraddistinguono per: ingenuità, pigrizia, ignoranza, false convinzioni, debolezza, codardia, malesseri vari legati a stati di vera e propria ansia, inadeguatezza. 
Molto spesso, le persone che si trovano alle prime armi con il proprio cane, si lasciano condizionare dai luoghi comuni, dalle opinioni altrui, o addirittura fondate su teorie empiriche, prese qua e là  lette di sfuggita su qualche portale creando un vero e proprio potpourri. 
Il vero problema consiste nel fatto che il più delle volte, dopo aver voluto il cane, manchi la voglia di mettersi in gioco, di insegnargli le piccole regole di base, di insegnargli a stare al nostro fianco. Sembra mancare la "pazienza", e il "tempo" sembra essersi estinto. Quindi c'è questa credenza che il "cane debba imparare velocemente, senza troppo spreco di tempo e di denaro", o ancor peggio "il cane debba sapere già come comportarsi" una volta arrivato a casa.

Il vero dramma, che mi lascia sempre molto perplessa e che alcuni "padroni" sembrano non capire che certi problemi, non possono essere risolti in un batti baleno, o in un giorno, o in una settimana. Occorre "impegnarsi, sprecare un pò di tempo, e voglia", in fondo il cane l'abbiamo voluto noi. Se siamo colti da queste pretese, e da questa poca pazienza e in alcuni casi insofferenza, la domanda che mi viene da porvi, è questa: ma perchè l'avete voluto a tutti i costi??? Cosa vi frullava nella testa in quel momento? 

Mi sembra di riscrivere la solita retorica da quasi 12 anni a questa parte, possedere un cane, comporta le stesse responsabilità di avere un figlio. 
I canili sono pieni zeppi di cani abbandonati, per colpa di scelte troppo frettolose, per capricci o mode del momento. Scelte che non hanno tenuto in considerazione che il "Cane è un Impegno". Abbandonati per una totale mancanza di RESPONSABILITA' da parte di quell'essere che si definisce intelligente e che porta il nome di "uomo".
Sono convinta che dove non c'è sensibilità per un'animale, non c'è neanche verso le persone. 

Non esistono solo quella categoria dei "Voglio e Mollo", esistono anche quelli che amano i loro cani, e lo dimostrano ogni giorno occupandosi di loro, anche trovandosi di fronte a certe difficoltà. 
A volte ci si trova davanti a soggetti particolari, e quando questo capita, non è semplice la convivenza. Ho conosciuto detentori che non si sono dati per vinti, hanno continuato a cercare una soluzione che mettesse d'accordo tutti, cani e padroni. Pazienti nel rispettare i tempi giusti e la natura del proprio cane. 

Mi viene in mente la storia di Massimo e il suo branco: Kima, Areth, Turgon, e Paggy.
Con l'ingresso di Paggy, le cose non si sono amalgamate come Massimo sperava, tra le femmine si sono verificate diverse tensioni, due delle quali hanno spedito Paggy dal veterinario per esser ricucita.
Una delle due femmine non ha accettato la nuova presenza nel branco. Troppe dinamiche, femmine giovani nel pieno della fertilità, un maschio da dividersi, il territorio da difendere, le risorse. Come dice quel detto: "troppa carne al fuoco", di conseguenza Massimo ha dovuto optare per tenere i cani (le femmine) separate. Quando capita una cosa del genere, la gestione diventa difficile, ma non ci sono alternative, o si da via l'ultima entrata, oppure si gestisce il territorio in modo che possono vivere nei loro spazi, ma in modo sicuro.
Massimo, non voleva dar via Paggy, soprattutto non voleva riportarla al canile, quindi, si è adattato. 


In una mia visita da Massimo, gli ho chiesto se se la sentiva di uscire con le due "litiganti". Dal principio abbiamo tenute le femmine legate e ad una certa distanza di sicurezza, poi abbiamo deciso di lasciarle libere. C'era tensione nell'aria, la femmina di CLC ha puntato Paggy per tutto il tempo, la teneva costantemente sotto controllo. 
Come risposta a un problema non era male, anche se esiste la possibilità, che una volta distribuiti gli spazi esterni, si potrebbe innescare l'ennesimo scontro. 
Che fare? Occorre conoscere bene i propri cani, il loro modo di comunicare, occorre cercare restare sempre vigili per anticipare momenti di tensione.

La passeggiata è avvenuta mantenendo una certa distanza di sicurezza tra le due femmine. Si sentiva una certe tensione nell'aria. La femmina di CLC ha tenuto Paggy costantemente sotto controllo. Dopo un pò, abbiamo deciso di comune accordo con Massimo di provare a lasciarle libere di muoversi, per vedere cosa succedeva. E' andata bene.
Lavorare fuori dal proprio territorio potrebbe essere una soluzione, anche se, una volta distribuiti gli spazi esterni, si potrebbe verificare l'ennesimo scontro. Quindi occorre sempre valutare il momento, occorre conoscere bene i propri cani, conoscere il loro modo di comunicare, ma cosa essenziale non dobbiamo distrarci, dobbiamo essere presenti in quella passeggiata.

Alcune convivenze non sono semplici da vivere, ma se c'è la passione e l'amore per i propri cani, e soprattutto se c'è quella consapevolezza che il Cane l'abbiamo voluto noi, allora c'è anche la voglia di viverli, nonostante qualche sacrificio.

Testo di Katia Verza

















Scatti fotografici di Katia Verza coperti da Copyright. L'utilizzo delle immagini deve essere richiesto all'autore.


www.sulleormedellupo.it 
www.katiaverzaeducazionecinofila.it

Allevare  - Crescere  -  Educare
Addestramento Cane Lupo Cecoslovacco Pavia
Educazione Cinofila Pavia 

Nessun commento:

VISITE ....

La mappa dei nostri Visitatori