mercoledì 24 febbraio 2016

CANE LUPO CECOSLOVACCO VS PADRONE VS EDUCAZIONE
















































La giornata del 20 febbraio 2016, inizia così, con un bellissima giornata primaverile che ci accompagnerà fino alla fine.
La lezione si svolge tra le vie di Pavia, attraversando da prima il mercato, poi la fiera del Cioccolato, dove quasi tutti hanno colto l'occasione di foraggiarsi di dolciumi, e poi attraversando la via principale di Pavia fino al Ponte Vecchio arrivando in Borgo Ticino.

Non ricordo esattamente la presenza del numero degli umani, ma ne ricordo bene la presenza dei cani, ben 9, tra cui 4 maschi, e 5 femmine.
Ben 5 Cani Lupi Cecoslovacchi, un mix di cane da caccia, un mix pastore e una piccola Jack Russell.

Nel gruppo, ho avuto il piacere di avere la presenza di una ragazza di 17 anni, un'appassionata di cinofila, la quale sta studiando per diventare Educatore Cinofilo, quindi tra le fila dei partecipanti, avevo una futura e potenziale concorrente.

Quasi alla fine del percorso, le chiesi: "cosa ne pensasse di quella lezione?".
La risposta non arrivò subito, esitò qualche istante, forse pensava che me la sarei presa per il suo punto di vista, invece, la sua risposta mi piacque talmente tanto, che mi portò a un piacevole confronto. La sua risposta fu la seguente: "non abbiamo fatto niente di speciale se non passeggiare".

Le chiesi il motivo di quel punto di vista così fermo e deciso, mi interessava capire cosa secondo lei, non ci vedeva niente di speciale e costruttivo, ma solo una semplice passeggiata. La risposta fu sempre la stessa: "non ci vedo niente se non una passeggiata".

Le feci notare un paio di cose piuttosto importanti ad esempio: la socializzazione ambientale, la socializzazione intraspecifica, la socializzazione interspecifica, la conduzione, il fatto di fare branco e restare con 9 cani sotto ai tavolini mentre si faceva colazione, la relazione armonica tra il conduttore e il proprio cane. Infatti quando il conduttore è rilassato anche il cane lo è, e tutto questo porta alla costruzione della coppia uomo e cane. Senza contare che all'interno della passeggiata c'era l'esecuzione dei comandi di base.


Non mi diede risposta, rimase perplessa, si confrontò anche con i diversi proprietari, per lei, l'educazione cinofila, si riduceva alla sola regola che il "cane deve fare quello che l'uomo Ordina". 

Il cane necessità di un'educazione, ma non solo, necessita anche di un suo ruolo/posto all'interno del branco famigliare, se si permette al cane di fare quello che vuole, in poco tempo ci ritroveremo un cane maleducato, che non solo ci renderà le passeggiate un infermo, ma ci costringerà a una convivenza antipatica.
E' altrettanto importante capire cosa il nostro cane ci dice, capire i suoi tempi, capire i suoi stati d'animo, la sua selezione, la sua indole, le sue caratteristiche, perchè ogni razza nell'unicità del soggetto, ha il suo modo di esprimersi. Quindi non è importante solo "comandare" è anche importante "capire chi è il nostro cane" per poter costruire una relazione basata sul reciproco rispetto, e lavorare sui punti di forza del nostro animale.














































































































































Anche il pomeriggio, ha offerto un paio di spunti di riflessione piuttosto importanti.
Da molto tempo sto notando, che molti si avvicinano alla razza del Cane Lupo Cecoslovacco, con l'idea che sia un cane semplice, poco comunicativo, semplice da vivere, prendendo sotto gamba aspetti della sua natura che andrebbero tenuti in considerazione, soprattutto il suo modo di COMUNICARE.
Ma prima di parlare di questi aspetti, vorrei parlarvi di quello che vivo io nel mio quotidiano con i Padroni dei cani.

A tutti piace vedere il proprio cane, correre, giocare, rotolarsi, bagnarsi, e via dicendo. 
Tutti più o meno siamo orgogliosi del proprio cane (godiamo sotto sotto, nel vedere la sua forza), quando magari sottomette il compagno di giochi. 
Ma gli stessi, cambiano subito idea, quando lo stesso servizio, viene reso al proprio beniamino. 
In poche parole: fin tanto che il mio lo fà all'altro va bene, ma quando l'altro proprio per una questione di apprendimento rende, la stessa lezione ricevuta, la cosa inizia a non piacere più.

Ma facciamo un passo indietro.

Domenica, in uno scambio di battute via sms, mi viene detto che: "Io mi comporto con la mia Kira, come quelle madri apprensive,  che controllano i propri figli, senza dare loro modo di essere liberi di vivere la loro vita e fare le loro esperienze, una di quelle madri che vogliono il controllo su tutto.

Vorrei fare una premessa su Kira.

Purtroppo il controllo di Kira, mi viene naturale. Kira è entrata nel mio branco a 7 mesi di vita, acquistata con la solita superficialità,  lasciata vivere  libera a se stessa, senza controllo e con un educazione molto blanda, rendendola una vera teppista. Da quando abbiamo iniziato a viverci, tra me e lei si è creato un rapporto di fiducia, una sorta di collaborazione spontanea. 
Lei riconosce in me un buon punto di riferimento. Kira non solo ha lo spazio per giocare e relazionare con i suoi simili, ma ha capito quale è il suo posto all'interno del branco, ma soprattutto ha capito che il branco è fatto di regole.
Per ora posso dire di viverla bene, di non aver nessun tipo di problema, ma l'Esperienza mi dice che questo suo atteggiamento, con il tempo potrebbe mutare, a seconda della sua crescita. Kira è ancora un seme che sta germoliando, forse quel velo di insicurezza che l'accompagna la porta a starmi vicino e a rispondere al meglio ai miei comandi, cosa che a volte non riesco ad ottenere nell'immediato dagli altri membri del branco nonostante gli anni di convivenza. Il Cane Lupo Cecoslovacco fino all'ultimo giorno della sua vita metterà sempre in discussione quello che noi gli andremo a chiedere.

Ma è giusto avere il controllo del proprio cane? 

Lunedì mi viene girato un argomento nato su Fb, proprio in relazione a questa passeggiata. Una partecipante pone una domanda semplice in un gruppo:

Ho un po' di confusione in testa...se un cane si sottomette è più debole o è un pauroso? 
Se lo fa sempre è negativo, ma se lo fa solo in certe circostanze o con certi soggetti secondo me è semplicemente intelligente.
Seconda cosa; in un gruppo di cani c'è sempre chi ha la mania di sottomettere ma quando la cosa si fa pesante penso che il proprietario dovrebbe richiamare all'ordine il proprio cane dal momento che non siamo in natura....


Una domanda intelligente, ma andiamo con ordine.

Il cucciolo deve capire che la Sottomissione è un "Salva Vita", in natura, il Cane o il Lupo che non si sottomette, andrà di certo incontro a Botte certe, l'animale sa benissimo, che ferirsi seriamente, oltre il rischio di essere allontananti dal branco, si rischia la sopravvivenza, la fame, la morte. 
QUANDO INIZIA LA SOTTOMISSIONE? A COSA SERVE SOTTOMETTERSI?

Quindi imparare fin dalla giovane età, sottomettersi, significa che il nostro cucciolo crescendo imparerà a riconoscere quelle situazioni in cui varrà la pena di sottomettersi e lasciare stare, dalla situazione dove in cui varrà la pena di farsi valere per una data risorsa (protezione, femmina, territorio, cibo).

Quando mi capita un gruppo numeroso come quello di sabato, con soggetti di età diverse, il lavoro diventa sempre un pò più impegnativo e il tempo, per sistemare le gerarchie e i ruoli si allunga.

Si è notato che i soggetti Adulti, non ci mettono molto a sistemarsi all'interno del gruppo, perchè se cresciuti in un certo modo, ricchi di esperienze, non hanno necessità di chiarire il loro ruolo, a meno che all'interno di quel gruppo non ci siano due soggetti dal forte carattere. Anche qui tutto dipende dall'esperienza di vita di quei soggetti. Bagaglio Esperienziale.
Mentre per gli esemplari con un età compresa tra i 12 e i 14 mesi è sempre un pochino più lunga la questione, i giochi si fanno sempre molto scenografici, e i giochi sono basati sul continuo cercare di prevalere uno sull'altro, e se nel gruppo c'è la presenza di soggetti giovani tra i 7 e i 9 mesi, sono quelli che ne faranno un pochino più le spese, ovvero si creeranno delle situazioni di bullismo da parte dei grandicelli.

Ma perchè il mio Giovincello è così irruento?

Occorre vedere, quanto il soggetto in questione, da sfogo alle sue energie durante la settimana, certo che se passa il resto della settimana chiuso in giardino, o con uscite minime, di fronte a un bel gruppo, darà sfogo alla sua immensa energia. Se poi questo giovincello è un Cane Lupo Cecoslovacco, apriti cielo, il controllare la sua vivacità diventa difficile.

Quindi rispondendo alla domanda: un cane che si sottomette è più pauroso o più timoroso? mi viene da rispondere, che forse in quel caso, che si è creato all'interno di quel tipo di situazione  è il più intelligente. 

Ma ora voglio tornare a quella osservazione che mi è stata fatta: "madre che vuole controllare i propri figli, non permettendogli di essere liberi di vivere la propria vita" e con questa osservazione mi voglio ricollegare alla seconda domanda posta dalla partecipante della lezione del pomeriggio: in un gruppo di cani c'è sempre chi ha la mania di sottomettere ma quando la cosa si fa pesante penso che il proprietario dovrebbe richiamare all'ordine il proprio cane dal momento che non siamo in natura....

Premetto, se i cani fossero stati tutti i miei, me ne sarei fregata di chi veniva sottomesso o meno, il cane se allevato con certi criteri, se il cucciolo vive i suoi periodi sensibili in modo corretto, per quanto mi riguarda io non ho problemi, credo nella gerarchia, e nella sistemazione dei ruoli. 

Trattandosi di soggetti non ancora adulti, non si incorre nel pericolo di risse serie e quindi, è giusto che i cani imparino a cavarsela da soli, imparando attraverso il gioco, la sottomissione, la dominanza, tutta quella serie di linguaggio che servirà al cane per crescere al meglio. 

Ma visto che i Cani non sono i miei, non posso dare neanche torto ai Partecipanti dei soggetti giovani, che si sono visti sottomettere per tutto il tempo, i propri cuccioli  costringendoli a non muoversi dalle gambe dei rispettivi padroni.

Io credo sempre che la mia "Libertà si interrompa dove inizia quella degli altri", quindi, se la lezione deve essere educativa, rilassante, piacevole, lo deve essere per tutti. Quindi si, in quel caso io divento come quella Madre che vuole il controllo del proprio figlio.

Quindi, i possessori dei cani, dovrebbero non solo avere la sensibilità di capire il proprio cane, ma anche la sensibilità di comprendere il disagio, dell'altro conduttore, proprio per permettere a tutti di godere di un pomeriggio, piacevole in aperta campagna in compagnia dei propri beniamini. 


Le risposte dei cani, purtroppo non rimangono sempre le stesse, il cane cresce, quindi con le settimane, i mesi, acquisiscono una conoscenza del proprio essere in modo diverso; potremmo avere il cane timoroso diventare un temerario, e il temerario sottomettersi al timoroso.

Ma il vivere i cani, non è solo circoscritto ai cani, ma è anche circoscritto alle persone. Confido sempre nel RISPETTO e nel Buon Senso di tutti.

Posso ritenermi soddisfatta, dell'intera giornata, che mi ha permesso non solo di dare spazio ai cani, ma forse di ricordare alle persone, che il Cane, non è un giocattolo, e che viviamo in un contesto sociale fatto anche di altre persone. 
A volte occorre fare un passo indietro, per convivere in serenità con tutti, cani e persone comprese.

Katia Verza 

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2 commenti:

Tiziano Mascia ha detto...

Mi presento, sono Tiziano (premetto che non sono un esperto di cinofilia), ed ho come compagno di avventure luke un cucciolo di 7 mesi di Alaskan malamute.
Che dire ha già un carattere molto forte e dominante, per ora ha socializzato tantissimo, sia con la razza umana, sia con quella canina, ed è qui vorrei soffermarmi.
Durante le nostre uscite, sia che sia programmato di dover incontrare altri cani, o che ci si incontri per caso qualche altro cane, noto che la maggior parte delle volte,sono i padroni che si fanno mille domande. Io quando non conosco chi ho difronte chiedo solo una cosa:se possono interagire insieme, se la risposta è negativa, vado via, se invece è positiva, è siamo in un un luogo abbastanza sicuro. Libero subito il mio.
Fin ora in nessun caso c'è stato alcun problema , a mio parere i cani,sanno interagire molto meglio rispetto a noi umani. ad ogni incontro loro, fissano le regole del gioco, e si inviano continui segnali,e se qualcuno sgarra sarà il compagno/i di giochi stesso a farglielo notare. Dunque non penso ci debba essere l'intrusione dell'"arbitro" umano per fare da paciere.. Per quello che ho notato io, loro risolvono sempre è quasi sempre in maniera positiva. Credo che noi umani non dovremmo intervenire quasi mai, almeno che non ci sia un reale pericolo che qualcuno si faccia del male.non credo che dai loro incontri, escano dei vincitori, o dei vinti, ma solo dei cani che hanno acquisito un ulteriore esperienza che custodiscono per sempre.

Katia Verza ha detto...

Lei non sbaglia, i cani se la sanno cavare nella loro comunicazione molto meglio di noi umani. Se un cane ha ricevuto le giuste informazioni da cuccioli, non avrà nessun problema una volta diventato grande a comunicare. Comunicherà il suo stato gerarchico, il suo stato d'animo, il gioco e così via con naturalezza, come dovrebbe essere.
Purtroppo capita che l'uomo ci mette sempre lo zampino. Ma l'esperienza mi ha insegnato e mi sta insegnando tutt'ora che le persone sono davvero complicate. Quindi sarebbe utile da parte nostra, che se vediamo un irrigidimento nel nostro interlocutore umano, nel vedere magari un gioco un pò irruento, di richiamare il proprio cane. Dico questo, non a sfavore dei cani, anzi solo a unico loro vantaggio, per non essere classificati come cani "cattivi", inoltre a noi torna a vantaggio perchè non ci infileremo in qualche discussione inutile, e questo ci darà modo di scegliere meglio e con attenzione le persone che incontreremo sul nostro cammino.
Non sono i cani ad avere problemi, purtroppo siamo NOI!.

La ringrazio per il suo commento e lo scambio di opinioni
Katia Verza Sulleormedellupo

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