mercoledì 9 marzo 2016

GIOCARE A RINCORRERSI E ALLA LOTTA - MA L'UOMO PUO' FARLO???


Domenica si è svolta la seconda giornata dedicata al Corso: Patentino Buon Conduttore II livello (parte teorica), abbiamo parlato di come le emozioni nascono nel cane, e come "lui" sviluppi determinati comportamenti, ma non solo, abbiamo anche parlato di quei giochi, che a noi piacciono tanto, e che siamo soliti fare con lui. Quei giochi dall'apparenza innocua e divertente, ma così ricchi di sfumature importanti per il nostro cane.

Cosa voglio dire?

Prendiamo ad esempio il "Gioco del fare la lotta" con il proprio cane.
Certo che se giochiamo con un cane di piccola taglia, potremmo utilizzare lo slogan "gioco facile", ma se al nostro cospetto abbiamo un cane di una particolar taglia, o un particolare carattere, come molte razze possiedono, possiamo cadere nell'errore di farci male, o ancor peggio far del male a qualcun'altro.

Il gioco fisico è una prerogativa dell'uomo, e quando intendo "uomo" mi riferisco al sesso. Le donne, non si sognerebbero mai di mettersi a competere fisicamente con un cane, o almeno la maggior parte di noi.

Perchè allora l'uomo ha questo desiderio di prevaricare il cane? 
Per dimostrare a se stesso che è il più forte? 
Per un falso credo, che sottomettendo il cane, arrivi ad insegnarli che lui è il "capo"?, non rendendosi conto che attuando un' atteggiamento del genere, si rischia di ledere alla relazione, alla nostra Leadership?
Per dimostrare agli altri che ha il controllo del proprio cane?
Per non so quale altra idea strampalata che gli possa sorgere nella testa?

Perchè invece una donna non cerca il confronto?
Perchè forse ha paura di farsi male, istinto conservatore?
Perchè magari si sporca i vestiti, o si strappa le calze?
Perchè non lo ritiene importante, perchè sa che può avere il rispetto in altri modi?

Per quanto mi riguarda, so benissimo che i miei cani sono fisicamente molto più forti di me, e di conseguenza uno scontro, potrebbe mettermi in difficoltà. 
Non perchè non possieda la forza giusta per sottometterli, ma perchè non ho il fisico adatto per contrastarli. A me manca la loro agilità, non possiedo la loro pellaccia, so che i loro denti sulla mia pelle possono arrecare dolore, e ferite.
Quindi preferisco fare altre attività, piuttosto di giocare ad un gioco, dove so che potrei perdere, le maniere forti le lascio alle vere occasioni, là dove il caso lo richiede. 

Se faccio intendere al mio cane i miei punti deboli, nel momento del reale bisogno, farei doppia fatica nel voler ottenere il giusto comportamento, la giusta risposta di rispetto da parte sua.
Quindi è meglio non mostrare mai al possibile nemico i lati fragili. Non diamo certe certezze al nostro cane, ne ha già tante di noi.
Ma cerchiamo di capire a cosa potrebbe portare un gioco del genere se gestito male.

Parto con il dirvi che IO SCONSIGLIO CALDAMENTE questo tipo di attività ludica, la quale se gestita male, va a stimolare l'aggressività dei cani.
Mi rendo conto, della difficoltà di accettare questo mio pensiero, infatti quando mi trovo a parlarne, molti dei miei clienti fanno fatica a capire ed accettare questo mio consiglio. 
Le frasi tipiche che mi sento dire sono: "ma a lui piace", "ma sono io che inizio e sono io che finisco", "ma io vinco sempre".

Di fronte a questo divieto capisco le reazioni, e pur sconsigliandolo caldamente, provo dar loro dei consigli, delle indicazioni nell'utilizzo di questo gioco che potrebbe trasformarsi un'arma pericolosa, se non gestita bene.
Soprattutto per questo gioco, vale la regola del "dovete esser voi ad iniziare per primi e a finire", e "per quanto tempo" riguardo la durata del gioco.
Non si deve mai portare il soggetto, ad un eccitabilità tale da non riuscire più a gestirlo, alcune razze quando si accendono, fanno fatica a spegnersi (tipo i cani da presa).

Questa attività ludica non andrebbe MAI UTILIZZATA per SOTTOMETTERE il proprio compagno di giochi, potrebbe venirgli la stessa intenzione, cercate di ricordare che loro sono nati per cacciare, lottare, correre, difendersi, e lo fanno in modo egregio, a rispetto di noi, che per alcune attività non siamo portati. Basta pensare che loro usano la bocca, possiedono una pellaccia più robusta della nostra.
Sottometterlo in questo modo, significherebbe costringerlo a sopportare il nostro peso nel tentativo di buttarlo a terra. 
Non bisogna far nascere il "lui" l'idea che questo contatto sia inteso come una competizione, ma solo come un'esercizio fisico, dove non ci sono ne vinti e ne vincitori.
Non dovete dimenticare che il cane utilizza la "lotta" per capire le proprie potenzialità e quelle del suo avversario, capire le risposte e adattarsi ad esse. Noi con il gioco della lotta lo stiamo allenando.
Inoltre è un gioco, che andrebbe evitato con soggetti in età pre-adolescenziale, dove l'istinto è, a prevaricare, a competere, la voglia di dominare, di imporsi, inizia a farsi sentire. 


Oltre a continuare a sconsigliarlo caldamente, consiglio anche di evitare di farci vedere a giocare a far la lotta, se siamo in presenza di bambini, i quali potrebbero imitarci, ma con conseguenze diverse. Il cane potrebbe con noi comportarsi in un determinato modo, ma con i bambini potrebbe avere altre reazioni, portando a spiacevoli epiloghi. 
Occorre creare un "modello comportamentale" nella testa del cane, dove il gioco non porti a rischi. Ma per far ciò, occorre un esercizio continuo e costante nel tempo, con la giusta tecnica e il giusto modo, occorre anche fermarsi la dove, ci sono risposte troppo irruente.

Ora osservate le immagini a seguire, osservate come i cani si muovono, come spalancano la bocca, come si rincorrono, come si mordono. 
Ora vi chiedo, siete proprio sicuri di avere la loro stessa predisposizione a lottare? Siete così sicuri, di avere le stesse armi?... A voi la riflessione... 

Buona visione 

Katia Verza Sulleormedellupo 






















































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